Costruire il picciolo nel pane a forma di zucca

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Deve essere verde, deve avere la forma tipica del gambo tagliato delle zucche, leggermente costoluto e ricurvo. Come costruirlo per rendere perfetta la somiglianza di un pane a forma di zucca?

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Come legare il pane per creare la forma di zucca.

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Per creare un pane con l’effetto degli spicchi un po’ rigonfi tipici delle zucche tonde e schiacciate (qui la ricetta del pane alla zucca), useremo delle corde di spago alimentare (quello che si usa per legare gli arrosti di carne).

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Halloween: pane alla zucca o zucca di pane?

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Da tempo desideravo provare a fare quel bel pane giallo e dolce che trovo sotto forma di treccia nel banco della panetteria. Sarei riuscita a riprodurlo a casa? Sarebbe stato all’altezza di quello che compro spesso e di cui vado letteralmente pazza? Quale ricetta seguire? Quanta zucca mettere nell’impasto? Beh, con l’aiuto prezioso di Mirna Bertazza che mi ha preceduta nello stesso esperimento, mi sono buttata. Sono partita dal versatile impasto Jolly di Fabio Franco, di cui metto il link qui sotto.

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Tarallini dolci all’anice con esubero licoli

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Ho provato anch’io finalmente a fare questi meravigliosi taralli dalla ricetta di Fabio Franco (qui la ricetta originale), che stanno andando fortissimo tra gli appassionati di lievito madre, in quanto costituiscono un modo delizioso di utilizzare l’esubero dei rinfreschi.

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Tarallini dolci con esubero licoli (ricetta originale di Fabio Franco)

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Ingredienti ricetta base (x 1964 gr. di impasto):

900 gr. di farina molto debole*

200 gr. di esubero licoli

320 gr. di strutto o olio

220 gr. di vino bianco

4 gr. di sale

300 gr. di zucchero semolato

20 gr. di semi di anice

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Formatura di un pane a forma rotonda (tipo panettone)

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Ci sono diversi modi per ottenere un pane di forma rotonda. Qui illusteremo quella più semplice, che si utilizza anche per i panettoni: consiste in due pieghe a tre e una pirlatura finale.

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I Bretzel di Mirna con lievito madre liquido

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Una ricetta strepitosa, dono di Mirna Bertazza del gruppo La casa del Lievito. E nascono questi bretzel cicciosi e morbidi, con una crosta fragrante e salata, dal tipico sapore affumicato, dato dalla bollitura con bicarbonato di sodio. Li amo tanto e fatti in casa sono davvero a un livello superiore. Un po’ laboriosa la preparazione, con doppia cottura, ma in giornata si riesce a fare tutto e il risultato è spettacolare. Se invece si vuole fare la pausa notturna mettendo l’impasto a maturare in frigo, si può impastare la sera (come ho fatto io) e concludere il giorno dopo.

Ingredienti per 6 bretzel (essendo la mia prima volta, io a ‘sto giro ho fatto metà dose):

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Gran cotolette di pollo con doppia panatura

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Queste cotolette, ma che lo dico a fare, le immagini parlano da sole, sono a dir poco mondiali. Me le consigliò anni fa una cara amica, che di leccornie se ne intende parecchio e ama farsi chiamare Old Hen, in virtù della sua esperienza ultradecennale in cucina. Cara amica che saluto con immutato affetto se mai si affacciasse qui. Lei preparava queste cotolette usando pezzi di pollo, come coscia e aluccie, compresi degli ossicini che trovava deliziosi da ripulire una volta cotti. Io invece preferisco la carne pulita e tenerina, quindi ho usato solo il petto, ma mantenendo la filosofia di pezzi di carne grossi e di spessore, anziché la classica fettina sottile. Anche la panatura quindi è diventata grossolana, a grosse briciole, e più spessa, essendo fatta di tre strati: farina, uovo e pane all’esterno.

Vengono fritti in olio abbondante e ad alte temperature, per garantire un tempo di cottura sufficiente a cuocere i pezzi di carne fino al cuore. Da assaggiare nel modo più assoluto, quando sale la voglia di buono buono buono!

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Il mio Pesto alla Genovese.

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Da anni ero alla ricerca delle ricetta (per me) perfetta, quella da conservare nei quaderni storici e replicare fino alla morte per poi lasciarla in eredità ai nipoti.

Ho cercato in rete, ho fatto prove, e anche clamorosi disastri…(o era tutto erbe senza cremosità, o troppo formaggio e il basilico non si sentiva più, troppo aglio, poco aglio, e come fare per non ridurre tutto a una poltiglia nerastra?) Volevo una crema verde brillante, saporita, bella da vedere e buona da mangiare.

“E alla fine. eccola qua” per citare un grande: ci sono riuscita. Credo infine di aver trovato le proporzioni perfette, che mi danno il pesto che ho sempre desiderato, molto lontano da quello che trovo sulle scansie dei supermercati.

Naturalmente non sono una genovese, non uso il mortaio ma uno sciagurato mixer elettrico e il basilico biologico che coltivo nel mio orto cittadino.

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Trofie con il mio pesto alla genovese.

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Cosa c’è di più buono, in una calda giornata di settembre, di un pesto alla genovese fatto in casa, con il basilico che cresce in giardino, il pecorino giusto e un olio come dio comanda? Il suo sapore acidulo e allo stesso tempo avvolgente, fresco e incredibilmente gustoso, è diventato uno dei miei condimenti preferiti per la pasta. Se poi sono trofie, e magari ci aggiungiamo anche una patata lessa e due fagiolini, allora che dire…. si rasenta il sublime.

Qui la ricetta de Il mio pesto alla genovese

Una volta che la pasta è stata scolata, versate il pesto insieme a un po’ di olio e.v.o. e a un goccio di acqua di cottura, se volete dare ulteriore salinità. Io personalmente lo trovo perfetto così com’è.

Il pesto della mia ricetta non è liquido come quelli industriali, che contengono già in partenza una consistente quantità di olio: il mio risulta più denso e cremoso. Si può usarlo così, mescolando con delicatezza o aggiungere un filo d’olio al momento sulla pasta, e poi mescolare il tutto.

Inutile aggiungere che è buonissimo anche… semplicemente spalmato sul pane o usato per condire le solite verdure estive che popolano le nostre tavole e dargli un sapore più deciso. Sempre una meraviglia per il palato sarà.

Datterini gialli in inslata con verdure, Robiola e pesto alla genovese

Datterini gialli in insalata con verdure, Robiola e pesto alla genovese.

Xmery.