Risotto allo zenzero e arancia

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Un risotto solo all’apparenza candido, che invece nasconde un sapore sferzante, insolito e fatto di contrasti. Un accenno di dolce col salato, il piccante insieme alla consistenza morbida e vellutata del riso. Il profumo degli agrumi, che arriva preciso, ancor prima che le papille gustative entrino in azione. Un’esperienza assolutamente da provare, senza omettere nessuno degli ingredienti.

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Panbauletto dolce bicolor

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Un pane briosciato morbidissimo che racchiude ingredienti genuini e golosi disegnati in un rotolo ipnotico a impasto bianco e cacao. Da affettare e servire a colazione, così da solo o spalmato con un velo di Nutella, ma anche con burro e zucchero, perché no? se si vuole fare un pieno extra di energia! Mio marito lo ama moltissimo, dice che non è troppo dolce e la morte sua è la marmellata bio di lamponi! Provare per credere!

Questo è un impasto a lievitazione mista, il che significa che in estate corre come un treno e si riesce a concludere tutto in poche ore: io di solito col caldo impasto prima (a volte addirittura dopo) cena, col vantaggio non indifferente di riuscire ad accendere il forno poi di notte, quando la cucina non è frequentata da anima viva e si possono tenere tutte le finestre aperte.

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I miei canditi all’arancia

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Li adoro. La frutta candita è uno dei miei peggio punti deboli, impossibile resistere. Rappresentano per me un richiamo che tocca corde profondissime, che vanno ben oltre alla mia risaputa golosità. Che siano i classicissimi all’arancia, o al limone, al cedro o quelli piccantini allo zenzero, non importa. Ai canditi non riesco a dire di no. Unica imprescindibile condizione, da quando ho imparato a farli in casa, è che siano rigorosamente homemade. Non solo per una questione di salute (una volta guardata l’etichetta dei prodotti in commercio, non puoi inorridire davanti al contenuto massiccio e costante di Solfiti e sostanze conservanti!) ma proprio per un fatto di gusto senza confronto! Nei miei canditi sento …l’arancia! E solo dopo avere assaggiato entrambe le versioni si può capire l’abisso che intercorre tra le due cose!

Ecco qui la ricetta, quindi. Da fare in modo ricorrente, per tutto l’inverno, ogni volta che si acquistano arance biologiche non trattate in superficie e si butterebbero via le scorze vuote dopo aver bevuto la spremuta a colazione: mai più andranno sprecate e che delizia ne uscirà!

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Pane verde al tè Matcha con crosta di semi

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Una bellissima pagnotta fatta con lievito madre e tè giapponese Matcha, una affascinante polvere verdissima che funge sia da colorante e nel contempo dona al pane una nota aromatica molto particolare.

Ingredienti:
120 g farina Manitoba Tipo 1 Molino Spadoni
140 g farina bianca W260 Garofalo
60 g semola rimacinata La Molisana
210 g acqua (65% di idratazione)
60 g di licoli al raddoppio
20 g di polvere di tè Matcha
7 g di sale
30 g di semi misti (girasole, lino, sesamo, zucca, papavero)

Procedimento:
Impasto a mano, dopo cena, per non disturbare i vicini, con il lievito pronto al raddoppio. Ottengo un panetto abbastanza duro ed elastico, a media idratazione.
-Metto a puntare in contenitore graduato per 1 ora e mezza a t.a. finché parte la lievitazione.
– Faccio una piega e rimetto nel contenitore a lievitare, in frigo, fino al mattino. Deve arrivare al quasi raddoppio.
– Faccio una preforma con due pieghe a tre, poi dare la forma di pagnotta ovale, chiudendo i bordi pizzicando sui tre lati.
-Cospargo la superficie della pagnotta di semi, dopo averla bagnata di acqua con l’aiuto di un pennello da cucina.
-Metto il pane in una teglia, con sotto carta da forno e semola. Tenendo le chiusure sotto.
2° lievitazione in teglia, al caldo, finché la pagnotta lievita di nuovo e la trovo visibilmente più gonfia. A 28° ci ha impiegato 2 ore.
– Faccio il taglio sul lato con la lametta, un bel taglio profondo 2 cm e inclinato a 45 ° e subito…
– Inforno col forno già caldo a 250° in discesa fino a 180 ° con vapore per i primi 15/20 minuti.
È pronto quando bussando sul fondo, produce quel caratteristico suono di vuoto interno.
Fare raffreddare lentamente, o a forno spento o avvolto in un panno spesso, appoggiato in verticale. Pane di grande effetto, dal sapore speciale.
Xmery

La pasta d’arancia di canditi homemade

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Un magico intruglio che dona aromi inconfondibili a panettoni e colombe.  Profumatissimo e intenso, fatto di arancia o agrumi vari, miele, vaniglia, regala agli impasti quella nota di buono e goloso che si sente a distanza quando si sforna un grande lievitato.

Nelle ricette di Fabio Franco viene indicato un modo di fare la pasta d’arancia estremamente semplice, efficace e che dà un risultato pazzesco. Basta triturare pezzi di arancia candita fino a farne una deliziosa e profumatissima poltiglia. Aromi come la vaniglia o il miele qui non sono necessari, perché già compresi nella ricetta del panettone o della colomba.

Naturalmente la bontà del risultato dipenderà in massima parte dalla qualità dei canditi stessi. Se li acquistate, accertatevi perlomeno che non contengano conservanti (es. i solfiti) e che siano prodotti interamente naturali, anche se lavorati industrialmente. Per esempio sono ottimi quelli di Morandin, che vengono venduti anche on line e sono utilizzati da molti pasticceri artigianali.

Ma il meglio in assoluto è fare in casa i canditi con arance biologiche, magari raccolte dalla pianta in giardino.

Purtroppo io non abito in Sicilia e le arance devo comprarle. Però vi assicuro che il profumo che sprigionano le bucce quando vengono candite in cucina è stratosferico. Ed è lo stesso sapore intenso ed aromatico che ritrovo poi nella colomba e nel panettone.

Quindi, ecco la ricetta che uso, per avere la mia personale pasta d’arancia sempre pronta. Qui di seguito le indicazioni di come fare.

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Risotto gorgonzola e noci

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Un piatto saporitissimo e semplice, un must per gli amanti di questo formaggio dal gusto forte e inconfondibile. Il gorgonzola sciolto nel riso al momento della mantecatura forma una crema densa e candida che avvolge i chicchi e regala una sensazione oltremodo golosa ad ogni assaggio. Nel classico abbinamento con i gherigli di noci (e in certi casi perfino con la pera a pezzi, appena spadellata nel burro) crea suggestioni molto particolari. Inutile dire quanto io lo adori…

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Plum Cake al triplo cioccolato

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Un golosissimo e scioglievole modo per iniziare la giornata, per una pausa con le amiche o solo perché al cioccolato non si dice mai di no. Un Plum Cake veloce, che prevede cacao in polvere, cioccolato fondente sciolto nell’impasto (che mamma mia, lo trasforma in un velluto una volta in bocca!) e gocce di cioccolato fondente, che si sciolgono appena appena in cottura, e diventano irresistibili all’assaggio. Tutto da provare.

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La mia zuppa thai.

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Una ricetta insolita nel mio panorama gustativo, perché a dire il vero non amo moltissimo la cucina orientale, troppo pesante il Ristorante cinese, troppo scialbo e salutare il Sushi giapponese, non mi sono mai addentrata oltre. Eppure, dopo aver provato questa zuppa su suggerimento di un’amica,  con mia sorpresa ammetto che mi ha letteralmente conquistata.

Un bellissimo mix si sapori che spaziano dal piccantino dello zenzero e del curry al dolce vellutato del cocco, passando dal gusto salato della soia. E’una zuppa che viaggia anche su diversi tipi di consistenze, molto piacevoli: il brodo che brucia in bocca, i cavoletti che pur sfaldandosi un po’ restano quasi interi, e i gamberi tenerissimi sui quali affondare i denti con gusto quando capitano sul cucchiaio.

Azzeccata la sostituzione del cavolo cinese (pak-choi) un po’ difficile da trovare, con i cavoletti di Bruxelles: il sapore non ne risente, essendo della stessa famiglia di Brassicacee, sono molto simili.

Mi resta come prova finale quella di provare anche la variante con il pollo. E stavolta parto molto ottimista!

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Come essiccare e conservare i pomodori per l’inverno

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Inutile dirlo, in estate quasi arrivano a stancare, ma poi in inverno mancano: cosa si darebbe per un pomodoro maturo caldo di sole, che non sia il solito frutto dalla polpa di polistirolo che si trova nelle vaschette dei super? Le donne da sempre si industriano per conservare questo prezioso sugo rosso in barattoli di pelati o conserva, in modo da avere sempre pronto pomodoro come fresco, per i mesi invernali. Ma esiste una seconda alternativa: essiccarli e poi conservarli secchi.

Sono buoni sia da gustare così, come golosi snack oppure messi sott’olio, da far poi rinvenire e usare come condimento.

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Scrocchietti pomodoro e origano con esubero di licoli

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Ecco una soluzione veloce e semplicissima per utilizzare in modo gustoso l’esubero del mio licoli!

Con queste dosi (per il quantitativo di esubero che io di solito produco ad ogni rinfresco) ci viene giusto una manciata di scrocchietti friabili e croccanti al sapore di pomodoro, olio e origano! Veloci, antispreco e semplicissimi. Ma che bontà!

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