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Inutile dirlo, in estate quasi arrivano a stancare, ma poi in inverno mancano: cosa si darebbe per un pomodoro maturo caldo di sole, che non sia il solito frutto dalla polpa di polistirolo che si trova nelle vaschette dei super? Le donne da sempre si industriano per conservare questo prezioso sugo rosso in barattoli di pelati o conserva, in modo da avere sempre pronto pomodoro come fresco, per i mesi invernali. Ma esiste una seconda alternativa: essiccarli e poi conservarli secchi.

Sono buoni sia da gustare così, come golosi snack oppure messi sott’olio, da far poi rinvenire e usare come condimento.

Da quando ho un essiccatore casalingo questa operazione è diventata molto più facile e snella. A una temperatura di 60°/70° con una giornata o due di calore, i pomodori sono pronti. Con temperature più basse invece si formano muffe, poiché la parte acquosa contenuta nel frutto crea molta umidità e tende a fare condensa. Con le varietà di pomodoro più grosso, come i Cuore di bue o i Piccadilly si tagliano fette di mezzo centimetro di spessore e si ottengono delle buonissime chips salate!

Con i datterini invece l’essicazione è più lunga e difficoltosa, poiché tagliandoli semplicemente a metà o a quarti, occorre più tempo per asciugarsi.

Una volta che il prodotto è secco è perfettamente asciutto lo si può conservare secco e sotto vetro, oppure sott’olio.

In questo caso, aggiungendo al vasetto anche una macinata di sale, si otterranno i classici pomodori secchi da far rinvenire in acqua tiepida e da utilizzare per insaporire pietanze e farcire focacce.

Pomodorini essicati e conservati sott’olio e poco sale, poi rinvenuti in acqua tiepida, e usati per farcire una Pinsa romana, prima di essere messa in forno.

Xmery