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Questo piatto veniva proposto al Ristorante I tri Siochèt di Parma qualche anno fa. Ne rimasi innamorata persa. Ogni volta che andavamo là lo ordinavo senza stancarmi mai, ma poi non l’hanno più fatto, non so se non riscuotesse il successo sperato e piacesse a me soltanto o se semplicemente siano passati ad altro nello sperimentare in cucina. Resta il fatto che appena ho potuto ho provato a replicare questo risotto a casa: non volevo che un piatto così delicato e particolare andasse perduto, col suo abbinamento spettacolare tra la freschezza un po’ acidula della Robiola e la dolce pastosità delle castagne. Lo realizzai subito con ottimi risultati, perché oltre ad essere buonissimo è davvero veloce e semplicissimo da preparare. E allora via ai fornelli!

Ingredienti x 3 ps:

250 gr. di riso per risotti (la varietà Carnaroli è la migliore)

200 gr. di Robiola

180 gr. di castagne già lessate, tipo quelle in busta della Noberasco

½ litro di brodo vegetale

10 gr. di burro

Parmigiano Reggiano

Sale e Sale nero per la decorazione finale

Olio evo

Procedimento:

comincio a preparare il risotto nel modo usuale, buttando il riso in padella a tostare con due o tre giri d’olio evo. Non appena appare traslucido aggiungo il brodo vegetale, tanto da coprire il riso e lo lascio evaporare. Continuo così, aggiungendo nuovo brodo tante volte finché il riso è al dente.

Nel frattempo ho passato le castagne in un’altra padella con due noci di burro e un pizzico (moderato) di sale, su un fuoco gentile, per farle insaporire.

Poi tolgo il riso dal fuoco quando ancora c’è un minimo della sua acqua di cottura e passo a mantecarlo con la Robiola, finché si è sciolta tutta e il riso è avvolto da una crema vellutata  e bianca.

Ho ‘impiattato’ lasciando una cavità al centro del risotto, entro la quale ho posizionato le castagne, così come ricordavo di averlo mangiato al ristorante. Una spolverata finale di Parmigiano Reggiano (che io non ho messo, preferendo una macinata di sale nero) non può che rendere questo risotto semplicemente magnifico. E buon appetito!

Xmery