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Una ricetta particolarissima, suggerita da Claudia Cadoni con le sue mille e una idea da mettere in laboratorio! 🙂 Come usare i fiori di lavanda per dare una nota poetica alla marmellata più rustica delle estati in campagna (insieme a quella intramontabile di prugne rosse!)

Claudia, perdona l’uso improprio del termine, so che tu sei una purista sia dei procedimenti che dell’italiano! 😀 ma ho scelto, già dall’inizio, in questo percorso di ricette conserviere, di usare la parola che da bambina sentivo usare da nonni e mamme, per le quali qualsiasi fosse la frutta utilizzata …l’era la marmlèda, e basta. 😀 Qui in piena Pianura Padana manco si sapeva che esistesse la possibilità di fare marmellate con gli agrumi, e tanto meno che nel regno Unito fossero famose col nome Marmelade! Per cui qui troverete generiche Marmellate di… esattamente come tanti anni fa nelle case di campagna, quando non si sapeva cosa fossero le confetture.

 

Ingredienti x 1 vasetto da 250 ml:

7 albicocche circa (300 gr. di polpa senza i noccioli)

90 gr. di zucchero (30 % rispetto al quantitativo totale di frutta)

3 mandorle a lamelle (5 gr.)

1 spiga di fiori di lavanda nel pieno della sua fioritura (da cui ricavare circa 10/15 fiorellini singoli)

 

Ingredienti x 1 kg di  marmellata (circa 3 vasetti da 250 ml):

1 kg di frutta pulita

300 gr. di zucchero

10 mandorle a lamelle (15 gr.)

3 spighe di lavanda

 

Procedimento:

Preparare le albicocche togliendo i noccioli ma lasciando la buccia (mi piace quel tocco sferzante che la buccia dà al sapore così pieno e dolce del frutto).

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Farne pezzetti di pochi cm e metterli in pentola con lo zucchero, sul fuoco dolce, mescolando ogni tanto.

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Nel frattempo fare tostare le lamelle di mandorle in una padellina senza aggiungere alcun condimento.

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Intanto che la marmellata cuoce, preparare la lavanda e togliere i singoli fiorellini dalle spighe, sfilandoli uno a uno dai loro piccoli imbuti.

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Quindi lasciarli in infusione* in pochissima acqua bollente (2/3 cucchiai) precedentemente scaldata al microonde. Finché l’acqua si colora e i fiori scoloriscono.

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Dopo 20 minuti la marmellata è pronta, io l’ho lasciata a pezzi. (Tuttavia, se preparate quantitativi più grandi, calcolate tempi leggermente più lunghi). Versate a questo punto le lamelle di mandorle tostate, l’acqua della lavanda (dopo aver tolto i fiori ) e mescolate velocemente.

Invasare subito, col composto ancora bollente. Capovolgere e attendere il click del sottovuoto. (Coi vasi che hanno il coperchio in vetro, non è necessario capovolgere, la gomma è quella che crea in questo caso il sottovuoto).

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*) ”infusione” significa lasciare qualcosa a mollo in acqua bollente, ma a fuoco rigorosamente spento, finché la sostanza ha rilasciato la sua essenza nell’acqua. Un esempio classico è quando si fanno tè e tisane, versando l’acqua bollente sulla bustina nella tazza, finché le foglie non colorano l’acqua.

Xmery.