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Questa è stata, ricordo, la prima piantina che attirò la mia curiosità mentre stavo inaugurando la mia nuova macchina fotografica. Era a gruppetti in un prato, uno strano fiore con il suo verde acceso che spiccava sul resto, anche se io non lo avevo mai notato prima di ollora. Lo fotografai, poi ne cercai il nome sul Forum di Giardinaggio che frequento e da lì, credo sia nata la passione per le spontanee che ancora mi porta a chinare lo sguardo camminando, per catturare piccole forme di vita selvatica, cresciute senza l’ausilio di nessuno.

La E. helioscopia sembra che rivolga sempre la sua infiorescenza verso il sole. Viene chiamata anche ‘Erba verdona’ o ‘lataròl’ in dialetto romagnolo.

Infatti tutta la pianta è considerata tossica a causa della presenza di un lattice amaro e appiccicoso che scorre in tutte le sue parti. E’ irritante al semplice contatto cutaneo, tossico se ingerito. In campagna lo si usava per bruciare le verruche. A causa di questa tossicità gli animali da pascolo quando se ne nutrono, come le capre, producono poi latte dal sapore amaro, che resta anche nel formaggio. Il nome inglese per questa pianta mi ricorda proprio questa particolarità: ‘Madwoman’s Milk’, il latte della donna pazza!

Pensare che è una piccola erbacea dall’aspetto così grazioso! Alta da 10 fino 40 cm (ma ci sono anche forme nane) a fusto unico, eretto (ma a volte anche prostrato) e di colore più o meno rossastro.

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L’infiorescenza apicale a forma di ombrella si chiama ‘ciazio’ (che significa ‘coppa da spumante’). Così affascinante in tutte quelle tonalità di verde, da sembrare un insolito e bellissimo fiore, è fatta in realtà di 5 brattee verdastre e lisce, che proteggono i fiori al loro interno. Si tratta di fiori sia maschili sia femminili, che hanno solo gli organi riproduttori, niente di più dell’essenziale. Quando il fiore femminile è impollinato dagli insetti pronubi, si ingrossa il frutto, una capsula verde e liscia a tre logge interne, che ospitano un seme ciascuna. Quando poi la capsula è matura assume una colorazione rossastra su un lato e scoppia, facendo fuoriuscire i semi, di forma irregolare, ovali e rugosi.

Fiorisce da marzo a ottobre e io la ritrovo ad ogni primavera nei prati ancora giovani, insieme alle Veroniche e alle pratoline che annunciano il bel tempo ormai in arrivo.

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Tavola illustrata e spiegazioni del Prof. Dr. Otto Wilhelm Thomè (presa da Wikipedia).

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