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Questo dolce non lievitato, bagnato e pesante, fatto con la farina di castagne e acqua e un po’ d’olio, lo ricordo come una presenza ricorrente nella mia infanzia. Con l’arrivo del freddo c’erano i cachi (che ancora oggi adoro!) e la pattona. Mai caldarroste, un privilegio ambito, ma la pattona. Allora non la gradivo granché, non era un vero dolce, non riusciva a ingolosirmi più di tanto. Poi da grande, assaggiandola in diverse versioni, l’ho amata sempre di più. Questa è una ricetta con uvetta, pinoli e rosmarino….ed è …sì, deliziosa.

 

Ingredienti x 4 ps (teglia piccola 24 x 18):

 

300 gr. di farina di castagne

500 gr. acqua

35 gr. olio extravergine di oliva (4 cucchiai colmi)

100 gr. di zucchero

50 gr. uvetta

30 gr. di pinoli

1 ramo di rosmarino

 

Procedimento:

 

miscelare la farina di castagne con l’acqua, poco alla volta, per non formare grumi. Poi aggiungere l’olio e infine lo zucchero.

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Otterrete un impasto al cucchiaio, quasi liquido. Preparare la teglia con la carta da forno (io non ci penso neanche ad ungerla, perdonatemi… :-D) e versarvi il composto di castagne, riempendola per un paio di cm.

Ora aggiungete l’uvetta (se è morbida non necessita di ammollo, visto che l’impasto è più liquido di una normale torta…e neppure infarinarla servirà a molto, il rischio di cadere sul fondo non c’è qui). Poi cospargete la superficie con i pinoli. Se l’impasto è della giusta densità l’uvetta e i pinoli resteranno appena appoggiati sulla superficie, senza affondare, già da ora. E non lo faranno neppure in cottura.

Mettete in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti. Togliere dal forno quando sulla superficie si formano le tipiche crepe del Castagnaccio.

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Va consumata a temperatura ambiente e conservata in frigo.

Esistono varianti impastate con il latte, alcuni aggiungono gherigli di noce o altra frutta secca, nella Lunigiana anche scorza d’arancia tritata (Mh…da provare assolutamente!) mentre la versione toscana prevede ciuffi di rosmarino o semi di finocchio.

 

Xmery.