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E’ forse la malattia più comune delle nostre piante agli inizi del caldo primaverile (soprattutto le rose ne sono puntualmente infestate quando la temperatura si aggira sui 20° e metti caso, tranquilli che succede sempre, piove. Ecco, il primo vero caldo in combo con situazioni di umidità è la culla di gestazione per questo fungo. Compare la malefica polvere bianca sulle foglie, che poi si accartocciano e seccano.

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I primi sintomi sono piccole e sporadiche macchie bianche, rotondeggianti, ma se l’infestazione man mano si allarga, la polvere grigio-biancastra si spande pian piano su tutta la foglia,

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anche sul retro, così come i gambi, i boccioli o i frutti. Già, perché ne sono colpiti anche la vite, il melo o gli ortaggi come pomodori o cucurbitacee. Le piante erbacee sono le più vulnerabili perché non hanno parti legnose che possano sopravvivere ad attacchi gravi di oidio, che così porta alla morte di tutta la pianta.

Le foglie nella foto sono di un piccolo Acer negundo, nato da seme, portato da qualche uccellino nei vasi del mio giardino. E non so ancora se ce la farà.

Il trattamento a base di zolfo ha solo un effetto preventivo, va fatto in primavera, e deve colpire tutte le parti da proteggere: superficie fogliare superiore, inferiore e i gambi.

In caso invece di patologia già conclamata, si deve ricorrere a specifici antifungini (detti anche anticrittogamici) contro l’oidio, che sono in grado di bloccare le infestazioni in atto e devitalizzare i miceli insediati.

Importante: essendo un fungo, non serve a niente dare l’insetticida.

Oidio o Mal bianco-Wikipedia

Xmery.