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Smisi di dipingere, con la consapevolezza che non c’è niente di interessante che resti da dire, quando si è felici. Bene, ora è di nuovo il momento di produrre cose meravigliose.

Rovi fitti che trafiggono nel buio. Notti brulicanti di incubi che prendono vita. Onde truci e gonfie di tempesta che silenziosamente si preparano ad annientarti. Piedi nudi che avanzano ciechi, feriti da sassi taglienti. Spade sguainate luccicanti al sole pronte a tingersi di rosso. Veleni subdoli e letali che azzannano il respiro alla gola. Morsi aguzzi che affondano nella carne senza difese.

La furia di un cuore in tumulto produce cose meravigliose.

GRAZIE, cuore mio, E BRAVO (cit.).

Ma io anelo alla pace, te l’avevo detto, sì? Rinuncio volentieri alla potenza dell’impeto artistico, in cambio di una banale e duratura felicità. Pensaci.

Xmery.