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(foto presa dal sito MeteoWeb.eu)

Se dovessi spiegare cosa è la fotografia per me, credo che userei queste parole: ogni scatto è quella triangolazione unica e irripetibile, che tu ritieni in quell’istante valga la pena di bloccare e conservare, data dai tuoi occhi che incrociano una determinata cosa (che pochi istanti dopo forse è già passata), in quella particolare ora del giorno che le dà quella luce precisa e non un minuto dopo, mentre per caso tu passi di lì, vivendo.

Quindi, ci devi essere tu, tu e non qualsiasi altro occhio vicino a te, che potrebbe cogliere altre cose e non quelle che colpiscono te. Tu esattamente in quel punto, non quattro passi prima non quattro passi dopo, la stessa strada che percorri contro luce non ti mostrerà gli stessi colori infuocati se fai retromarcia e la ripercorri all’indietro! le stesse colline non sono più le stesse senza quell’albero in primo piano che hai appena oltrepassato…

Ci deve essere qualcosa che ti cattura, un colore, un taglio di luce o un’armonia nelle forme, un contrasto o una suggestione e tu sei lì a coglierla. C’eri e hai visto qualcosa.

E come terzo elemento della magia…la casualità dell’istante in cui ti imbatti, piove o c’è il sole, è l’alba o mezzogiorno spaccato, le ombre, le luci saranno diverse, è estate o inverno, passa una bici oppure no, un cane ti guarda ma poi si gira, l’attimo è fuggito.

Io non sono una fotografa, e non mi sento tale. Non concepisco l’andare a cercare lo scatto, l’attesa del taglio di luce giusta, il rincorrere l’evento. Questa logica uccide tutto quello che è la fotografia  nel mio sentire. Un regalo, un evento fortunato e fortuito, perché meraviglia! tu eri proprio lì, in quel preciso istante, e puoi intrappolare per sempre ciò che incrocia il tuo sguardo e ti sembra meritevole di essere portato con te.

Questa foto del Salento, che ho visitato a ottobre col suo mare in veste ancora estiva e maldiviana, ora surrealmente imbiancato di neve, è l’emblema della foto che mi emoziona e che vorrei aver scattato io.

Non perché è inusuale la neve in Puglia, non perché mare e neve fa un bel contrasto e in tanti saranno corsi a fotografarlo, ma perché….avrei voluto esserci io, lì in quel momento, come terza coordinata dell’evento eccezionale! perché quel luogo dopo averlo visto dal vero lo sento un po’ anche mio e avrei voluto poterlo portare a casa anche in questo suo insolito vestito invernale…

Questa è la ‘mia’ Puglia vestita di neve, fotografata da altri (bravissimi fotografi):

S. Cesarea:

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Castello di Otranto:

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Alberobello:

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Xmery.