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Difficile è capire, difficile è capire le ragioni dell’altro. Perché per riuscirci occorre saper sentire, ma sentire da dentro. Non è solo l’udito che va affinato (… anche quello!) … ma anche il cuore. Spesso però chi non sente non è sordo per mancanza di cuore, ma per un cuore che batte nel luogo sbagliato. Occorre mettersi nei panni dell’altro, ci dicono. E occorre portarci dentro anche il cuore, non solo la testa. Non si riuscirà mai a capire l’altro e le sue ragioni con analisi seppur acute e penetranti, ma solo mettendo il nostro cuore dentro le pieghe della sua vita. E vedere se ricomincia a pulsare.

Xmery.

Il seguente articolo è stato liberamente tratto da Cocci di Giara “Sotto la sua pelle”. ….bellissimo spunto, originale e potente, che ho poi liberamente adattato alle mie necessità espressive. Grazie a Cocci di Giara.

Sotto la sua pelle- www.coccidigiara.wordpress.com

Un viaggio sotto la sua pelle.

Innanzitutto spogliati dei tuoi abiti e indossa i suoi: non importa se ti stanno stretti o larghi……conficcati le unghie nella schiena, sguscia fuori dalla tua pelle e infilati nella sua: il dolore che senti così vivo e sanguinante è quello delle ferite che le hanno inferto. Osserva i margini frastagliati di quelle che non si sono ancora rimarginate e neanche accennano ancora a farlo.

Poi ascolta… percepisci come ci si sente sotto la sua pelle. Senti il suo sangue scorrerti nelle vene, ascolta il battito del suo cuore, cuore che vola troppo veloce, e poi prova a riadattare la routine quotidiana della tua vita al suo ritmo. Lascia in agenda solo ciò che le tue forze possono sostenere, e abbandona il resto. Anche se lo ami e lo senti tuo. Lascia andare quello che le tue forze non ti consentono di portare avanti. E non voltarti indietro. Solo qualche occhiata fugace, ogni tanto, ma niente rimpianti. Lei lo fa ogni giorno, da anni.

E poi di nuovo ascolta…percepisci il gelo della paura che rizza i capelli sulla nuca, l’ansia che stringe lo stomaco con una gelida mano d’acciaio, il dolore della perdita e del vuoto che lascia, come un veleno paralizzante che tuttavia malignamente ti lascia vivo.

Guarda la sua espressione sgomenta riflessa nello specchio. Piangi tutte le lacrime che ha pianto lei, non dimenticarne neanche una.

Lei piange senza vergogna e si commuove senza imbarazzo ormai. Il dolore che vede negli altri, anche se solo sfiorato o intuito, la tocca nel profondo. Va a far risuonare i suoi antichi dolori, sempre presenti anche se attutiti e imbrigliati.

Ora fallo anche tu. Osserva tutte le lacrime che ha visto lei e patisci con chi le ha versate. Lascia che il dolore degli altri diventi il tuo, anche solo per un attimo. Guarda la gioia, lo stupore negli occhi degli altri, l’innocenza, la bontà, e lasciati inondare finché senti che, dopo aver attraversato l’anima, lacrime di commozione sgorgano anche dai tuoi occhi.

Cammina sulle orme che ha lasciato: non mettere il piede in altro punto, passo dopo passo, scelta dopo scelta, bivio dopo bivio. Percorri le strade da lei battute, prendi gli stessi sentieri scoscesi che ha salito anche lei, sentieri faticosi, pieni di difficoltà. Nonostante questo, presta soccorso a chi le ha chiesto aiuto durante il cammino. Offri il tuo bastone a chi ha bisogno più di te, strada facendo ne troverai un altro o forse no, lei non ci pensa, non farlo neanche tu. Lei non calcola, si spende e basta. E questo la lascia spesso senza fiato. Cadi dove è caduta lei, cadi molte volte come ha fatto lei. E rialzati nell’esatto momento e nell’esatto passo dove, dopo innumerevoli tentativi, ci è riuscita. Non guardarti intorno in cerca di applausi, non ce ne sono. Nessuno vede i tuoi sforzi. Forse qualcuno, ma sempre da lontano, sempre da fuori, nessuno entra mai nella sua pelle, per vedere, per capire, per sentire anche il minimo rivolo di sudore della tua fatica. Sei tu, da solo, lì sotto.

Arrampicati sull’altura, quella più alta, in modo da poter vedere tutta la strada che lei si è lasciata alle spalle. E’ tanta, ed è stato faticoso, molto faticoso, uscirne. Provi sollievo? Provi orgoglio per te stesso? Ora volgi lo sguardo avanti e guarda la strada che ancora la aspetta. Sentia la sua determinazione, quella che tutti scambiano per ostinazione, caparbietà o velata presunzione, nel voler arrivare a quella mèta, a tutti i costi.  Prova la sua disperazione quando sente lo zaino troppo pesante, il suo sconforto quando crede di non farcela, senti quel gusto amaro del fallimento quando le sbarrano il cammino, e le impediscono il prossimo passo, anche se era già lì a pochi centimetri.

Ora, preparati, prendi aria a pieni polmoni e tuffati. Ti serviranno scorte di ossigeno. La Mancanza  è la più bruciante delle acque, qui dilaga il dolore. Ci trovi fluttuare le persone che erano e quelle che potevano essere ma non sono state. Le persone di cui ha dovuto fare a meno, sentendone il perpetuo dolore bruciante della mancanza, e a cui ha dovuto infine rinunciare, che ha dovuto sradicarsi dal cuore per non morire. Conoscevi i fatti, ma non avevi mai capito quanto dolore ci fosse. Ora che non trovi aria per i tuoi polmoni e senti esploderti il petto, sai di cosa parlava.

Riemergi. Riprendi fiato. Sali sul treno dei suoi pensieri. Non farti spaventare dalla velocità, guarda dal finestrino. Scopri le ragioni e i motivi che la guidano, le convinzioni e i valori che la accompagnano, le verità che si è costruita. Entra in contatto con le sue idee, osserva come attecchiscono alle pareti della sua psiche, come si accavallano formando concetti complessi e articolati. Esplora anche i pensieri che sono stati relegati nelle segrete dell’inconscio, e che da lì cercano espressione nei suoi sogni, nei desideri e nelle paure, nei gesti che li tradicono.

Fai un salto nei suoi ricordi, osserva i fotogrammi del suo passato, quelli che ancora perdurano nella memoria con contorni precisi e indelebili, e quelli che scoloriscono col passare del tempo. Guarda come la prendono d’assalto, all’improvviso, certi ricordi che si pensavano perduti o lontanissimi. Lo senti? E’ il rinculo delle emozioni che detonano dentro di lei…alcune belle da morire, altre dirompenti come bombe. Ora puoi capire il perché dei suoi umori instabili e incomprensibili agli altri. Sali nell’inesorabile e instancabile ascensore della felicità-tristezza che da sempre l’accompagna nel suo viaggio, ti sentirai spossato, ma vivo.

Fai risuonare nelle tue orecchie le sue risate, gioisci per i motivi per cui si rallegra lei, esprimi la gioia con i suoi modi, assaporane i  gesti.

Infine entra nel suo tempio. Mettiti a piedi nudi, perché questo è il luogo sacro che dimora dentro di lei. Osserva rapito la luce che vi regna, una luminosità pacata e soffusa, un’aria calda e leggera fatta di amore e intima gratitudine. Segui il percorso e troverai qui tutti coloro che albergano nel suo cuore. Ci sono troni periferici, levigati dall’amicizia, dalla stima e da affetto sincero. Ma laggiù in fondo, nel sancta sanctorum del tempio, puoi intravedere colui che regna e rischiara la dimora della sua adorazione. Colui che sigillando con lei un patto di reciproca appartenenza, è diventato compagno della sua anima. Assapora il calore di questo amore gelosamente curato e messo al riparo. Rifugiati, come lei è solita fare, nel suo tepore. Traine forza e coraggio per le battaglie che farai fuori di lì. Tieni questo luogo come l’unico inviolabile e non lasciare che nessuno lo profani con la sua presenza. Le simpatie provvisorie e passeggere, coloro che la adulano scioccamente per entrare nello spazio della sua approvazione, non possono stare qui. Ripeto, questo luogo è sacro e viene custodito come un tempio.

Ora, dopo questo viaggio, rientra nel tuo corpo, con ago e filo ricuciti la tua pelle addosso, guarda con nuovi occhi colei che hai di fronte: ora sai cosa si nasconde in ogni lacrima, in ogni sorriso, in ogni ruga corrucciata del volto, in ogni piega dell’anima. Prima non potevi capirlo davvero, anche se lei ti ha raccontato tutto di sé. Non potevi capirlo, se non entrando sotto la sua pelle.

Adesso prendi una decisione. Annota su un foglietto somiglianze e differenze tra te e lei ….e buttalo via. Non ti serve a niente. Non sono le somiglianze che vi tengono uniti, né le diversità a dividervi. E’ il desiderio impellente di ciò che hai visto là dentro, sotto alla sua pelle, che ti porterà da lei. O ti spingerà a fuggire da ciò che vi hai trovato..

Xmery.