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Amo il latte e tutto quel che sa di latte, che contiene latte tra i suoi ingredienti e che deriva dal latte. Lo amo incondizionatamente, nonostante il colesterolo alto, nonostante la mia cistifellea assente, nonostante un intestino intollerante e bizzoso….lo amo e basta. E, con buona pace di tutti gli effetti avversi, lo bevo a quintalate. 😀

C’è una sola cosa che non gli perdono…e a cui non pensavo da decenni.

Io il latte lo bevo freddo …e nell’epoca dei microonde, se anche mi venisse voglia di un rincuorante latte bollente col miele, mi bastano pochi secondi seguiti da un DRIIIIIN!

Avevo completamente dimenticato il tempo in cui la mattina ci si svegliava per andare a scuola, malvolentieri….e si correva in cucina per la colazione. L’aria frettolosa e impacciata della mamma che correva a passo troppo svelto tra una stanza e l’altra, per prepararci tutti e uscire insieme di casa, prima delle otto. E lo sguardo di silenzioso disappunto del papà, che ogni mattina guardava scrollando la testa il fornello a gas allagato di latte bruciacchiato….puntualmente fuoriuscito dal tegamino. 😀

Perché il latte è così. Se ne sta buono buono a sobbollire senza dar segnali,…si spaccia per amico e tuo alleato,…e aspetta…aspetta quel preciso momento in cui tu (che lo stai attentamente sorvegliando!) hai un pensiero da inseguire e ti allontani, giusto una frazione di secondo!…..

E’ in quel preciso istante, non prima e non dopo! …che lui trasborda.

…perché il rito possa compiersi e dopo generazioni, il mitico urlo del papà di turno possa riecheggiare in tutta la casa: “Al làt al va sùraaa”! 😀

 

Xmery.