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Oggi ho seppellito un amico. Il più fedele compagno che io conoscessi.

Arrivato tra le mani bambine di mio figlio, scelto per amore, è morto col muso appoggiato al suo palmo divenuto adulto, sotto il peso stritolante di un cuore disastrato, ma con l’odore confortante del suo amico nelle narici, fino all’ultimo respiro.

Era un cane come ce ne sono pochi, Mordicchio. E difficile da eguagliare. Uno dei rari casi di cane maschio non castrato che mai ha cercato di uscire dai suoi confini per rincorrere facili innamoramenti: 🙂 non ha mai cercato di scappare. A volte saltava la siepe, sì…dimostrando le sue doti di saltatore che tanto ci inorgoglivano! Ma solo se era per seguire il suo amato compagno quando andava nella casa di fronte. Prendeva la rincorsa  e ..in un attimo si alzava da terra di un metro, come se fosse una piuma,… e l’attimo successivo era nel campo al di là della rete, per raggiungere suo padrone!

Così, lui aveva cominciato a portarlo con sé quando c’erano dei lavori da fare nel campo: li si vedeva uscire insieme, uno che guidava la carriola con le due mani, e il cane col guinzaglio legato al manico, a passo misurato, senza mai tirare,…felice di essersi guadagnato il ruolo di aiutante.

Era anche un buon cacciatore, Mordicchio. Topini, bisce erano le sue prede, e un giorno anche la malefica talpa che rovinava tutto l’orto finì sotto il suo sapiente attacco, con grande soddisfazione della nonna.

Mordicchio era il miglior cane da guardia che si potesse desiderare: veloce e preciso nel segnalare ogni cosa, ma mai aggressivo con chi entrava nel suo territorio. Sembrava sapere che il suo lavoro era avvisare il padrone, e che poi spettava a lui fare il resto.

Non amava l’acqua. E se pioveva, non c’era verso di convincerlo a bagnarsi le zampine! Usciva di corsa per i suoi bisogni e ….li lasciava sul marciapiede, all’asciutto! 😉

Soffriva il freddo e negli ultimi anni, dopo tanto tempo di onorevole servizio, si era guadagnato un posto caldo sul divano della cucina, con un morbido panno di pile come copertina per la notte. Ma di giorno lui si godeva il sole, accucciato sull’erba in posizione di sfinge, con lo sguardo che si perdeva lontano, sereno, ascoltando i rumori dei lavori in campagna nel prato.

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Mordicchio adorava il suo padrone, di una adorazione senza confini. Da lui riceveva il cibo, la razione quotidiana e tanti bocconcini fuori orario di puro diletto. Croste di formaggio, avanzi del pranzo, pelli di salame, conservati scrupolosamente in un apposito barattolo per lui. E a volte anche l’ovetto crudo, appena levato dal pollaio!

Da lui si faceva fare il bagno anti-pulci! Con riluttanza, ma alla fine accondiscendeva….

Si lasciava pettinare via il pelo morto, e al comando del nonno, saltava su in piedi, appoggiandosi alle sue ginocchia, perché lui non dovesse faticare a piegarsi nel passare la spazzola sul suo mantello rossiccio.

Da più di un anno Mordicchio soffriva di cuore, e il nonno gli dava le sue medicine la mattina e la sera, insieme alle solite leccornie, in un tacito e silenzioso accordo. Le pillole lo mantenevano in un precario ma accettabile equilibrio, che lo hanno portato fin qui.

Ieri però non respirava più… il cuore si era talmente ingrossato che gli comprimeva i polmoni, respirava annaspando nell’acqua; e così, perché non morisse soffocato da quel rantolo, lo abbiamo soppresso.

Ora, niente più ululati al nostro arrivo, quando si aprirà il cancello… niente più scodinzoli di benvenuto, …niente più salti da acrobata, niente bagni di sole al tramonto, …niente più giri in carriola col guinzaglio, niente più pisciatine soddisfatte nel fosso,……e quante croste di formaggio finiranno nel bidone dell’immondizia.

Resta  una pianta di Spirea x arguta, che fiorirà ogni primavera a ricordo della bellezza che hai portato, tu semplice e grandioso cane, il cui nome faceva sorridere i veterinari 😀 vista la tua indole buona, e che hai vissuto con straordinaria completezza tutta la tua vita di cane.

 

Xmery.