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Dell’esperienza di ricovero in ospedale non si portano a casa ricordi particolarmente piacevoli: dolore, gemiti e lamenti, braccia gonfie e livide di flebo, notti insonni sotto le luci blu, punti che tirano, parenti in visita come orde festose, conoscenti che si sentono in dovere di romperti i coglioni mentre sei seminuda in un letto non tuo, coi capelli in rivolta nel cuscino e fili che ti escono da ogni dove, infermieri vocianti che arrivano alle sei del mattino salutandosi in tutti i dialetti d’Italia, carrelli tintinnanti di ferraglie mediche, tv accese che rimbombano odiose, a più canali in contemporanea, dalle stanze vicine e tu che stai male e vorresti solo silenzio, ti domandi con rabbiosa angoscia “ma non sono ricoverata in un bar, no??” e lancette che si trascinano sofferenti sul quadrante mentre il tempo non passa mai.

Ma alla fine, ci si lascia tutto alle spalle. Il fisico guarisce e la mente si allontana da questo mondo a parte.

Una cosa sola non si dimentica …..e rimane, da sempre, l’immagine stessa dell’ospedale: la pastina in brodo, il purè e la mela cotta!!!!…. 😀 Icona che racchiude in sé la miseria, la rassegnazione della malattia, ….e la voglia imperante di ritornare alla vita, anche se tocca passare per una tale espiazione!

 

Xmery.