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Questa piantina grassa mi è stata regalata un autunno, non ricordo più da chi. L’ho accettata con un po’ di riserve, perché detesto tutte le cactacee con le spine…. Poi prendendola con delicatezza, ho scoperto che quelle non erano spine,…o perlomeno non pungevano!…  per cui tirando un sospiro di sollievo ho accettato di metterla tra le succulente e stare a vedere cosa sarebbe stato di lei durante l’inverno in serra fredda.
Durante quel periodo, mi sento libera di dimenticarmi delle piante grasse (lo dicono tutti i manuali che si rispettino!….ahahah…..) e così in primavera procedendo alla conta dei morti e dei sopravvissuti, mi accorgo che la mia mini Rebutia non solo si è adattata e sta benissimo, ma ha anche un bocciolo! Annuncio di una prossima fioritura!….Ancora a distanza di anni, penso sia l’unica tra le mie piante grasse a fiorire copiosamente tutte le primavere, coi suoi bei fiori bianchi! La fioritura dura per tutto il mese di maggio, poi a luglio inizia la produzione (copiosa) di nuovi getti, sia da terra che sui rami già esistenti. Vista questa sua tendenza ad espandersi in larghezza (eh,..quante affinità!.. :-D) di solito in autunno, provvedo a sfoltirla, ragalando talee a mia volta, o a farne nuovi piccoli vasetti.
Come decretano i testi sacri della botanica: “Rebutia albifora is a good plant for beginners as it is not very demanding and takes up little room..” E infatti….:-D la amo in particolar modo …: di tutte le mie succulente è quella che ha più virtù ….non è ancora morta, …non si lamenta se la vedo sempre più assetata di quel che non è,… non ha grandi pretese né di cure, né di spazio…. E anche se questo mi relega nella fascia delle principianti,….ebbene sì,…questa è la pianta che fa per me!…….ahhahah!…..
Eccola anche quest’anno, meravigliosamente in fiore, nonostante le sporadiche cure e la vita non ideale d’appartamento che conduce…

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Note tecniche e colturali:

è una cactacea, anche se le sue spine morbide e bianche come fili non sono così cattive come quelle delle sue sorelle. Proviene dalla Bolivia, in climi sub-tropicali asciutti e cresce ad altezze attorno ai 2.500 mt. Non teme il caldo, ma le temperature minime non devono scendere sotto ai 7°/10°. (le mie svernano senza problemi in serra fredda*, con una moderata annaffiatura una volta al mese).
E’ una pianta piccola (non cresce più di 5 cm.) che però tende a pollonare molto ai lati durante tutta l’estate e ad espandersi in larghezza, tanto da assumere un portamento molto ammassato, coi piccoli fusti a ridosso uno dell’altro, se non opportunamente sfoltiti di tanto in tanto. In questo caso, si staccano alcuni fusti e li si mette a radicare in un altro vaso (il radicamento è molto facile).
Dai fiori bianchi (fino a 3 cm.), se impollinati, si originano frutti rossi se non ancora maturi, che asciugano a piena maturazione. Possono essere raccolti a luglio. I frutti contengono da 1 a 7 semi, che hanno un range abbastanza basso  di germinabilità (al 50%) e spuntano dopo 10 giorni (aspettare oltre è pressoché inutile…).
Rispetto alle altre specie di Rebutia questa è la meno suscettibile anche per ciò che riguarda il tipo di terriccio, anche se l’optimum come tutte le cactacee è un suolo drenante e ben mixato con inerti.
Anche per lei annaffiature moderate aspettando che il terriccio asciughi, ma anche in questo Rebutia albiflora si rivela meno sensibile di altre cactacee: in estate beve parecchio e sopporta anche innaffiature copiose, e frequenti purché il terriccio sia ben drenato.

* per serra fredda si intende un ambiente non riscaldato, che però abbia un ottimo isolamento dal freddo esterno, tale che le temperature restino almeno 10° in più rispetto a fuori. Può essere un pianerottolo di una scala ben illuminato, una veranda vetrata, o una stanza a riscaldamento spento… Non sono sufficienti a fare serra fredda, le serrette ricoperte di plastica trasparente, poiché di notte non sono sufficienti a riparare piante sensibili, se fuori gela di prepotenza.

Nuovi germogli sui fusti:

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che in estate sono così:

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fino a diventare un ammasso di fusti che esplodono fuori dal vasetto, in agosto-settembre!:

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a quel punto, a novembre, prima del riposo vegetativo, mi sono decisa a sfoltire e a fare un nuovo vasetto di ciò che restava. Non ho  messo acqua fino al mese successivo (e molto moderatamente!) e a primavera avevano radicato e hanno ripreso a lavorare!

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Xmery.