Dalla Liguria, con tutto comodo, siamo ripartiti il mattino dopo per la Francia, prossima mèta Aix-en-Provence, una cittadina che avevamo già visitato anni prima e che volevo rivedere.

Dopo un’ora e mezza eravamo al confine e abbiamo visto scorrere la Costa Azzurra, Nice, Cannes, la Baie des Anges, Antibes e il Massiccio dell’Esterel con la sua roccia rossa che annuncia i colori della Provenza: nomi e luoghi che hanno riportato alla memoria l’estate dei miei 16 anni in un campo scuola a imparare la lingua.

Poi presso la cittadina di Fréjus e St.Raphael, l’autostrada A8 lascia la costa e taglia un po’ più a nord, scorrendo lungo l’interno, e porta dritta a Aix-en-Pce situata a  una trerntina di km dalla costa, sulla quale troneggia Marsiglia, col suo famoso porticciolo dell’Estaque, immortalato in un dipinto di Paul Césanne:

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Port de l’ Estaque, a ovest di Marsiglia, incastonato tra il mare e la roccia del Massiccio dell’Estaque che si protende fin sul Mediterraneo (foto presa dal web):

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Nell’entroterra il paesaggio diventa squisitamente provenzale, riconosco i colori, l’inconfondibile rosso della terra che sfuma in  tutte le gradazioni dell’ocra, perfettamente in armonia con i verdi della vegetazione locale, così brillanti e vividi persino in una giornata semi nuvolosa di ottobre. I terreni calcarei e pietrosi favoriscono infatti la formazione di cespugli, di arbusti e di piante erbacee tipici della macchia:

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Arriviamo ad Aix dopo 2 ore di marcia su territorio francese, è pomeriggio e il cielo sembra averci concesso un po’ di luce. La Sainte-Victoire si staglia alla nostra destra, bellissima, immobile e densa di storia:

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La Sainte Victoire, amata modella di Cézanne, che l’ha immortalata infinite volte:Cezanne's_MSV,_1900[1]

Ci sono diverse uscite per la città, ne prendiamo una a caso, la prima, che ci immette su Cours Gambetta e ci porta dritti in centro, parcheggio sotterraneo a pagamento, in bocca alla zona pedonale partendo da sud: perfetto se si vuole vedere la città in poche ore. In effetti, da qualsiasi parte si arrivi, si imbocca la cintura di boulevard, che circonda il centro storico.

😀 Non facciamo in tempo a metter piede fuori dall’auto che ci rendiamo conto che la macchina davanti a noi, in fila per ritirare il ticket, è bloccata da troppi minuti….scende una garbata e anziana signora su tentennanti gambette magre e con vistosi occhiali da sole modello St. Tropez anni che furono….e si avvicina al mio vetro chiedendo aiuto: la macchinetta è fuori servizio e non c’è nessun addetto a cui chiedere!…..scendo e provo a vedere se il problema non fosse tecnico ma piuttosto dovuto all’anzianità, ma la signora aveva tutte le ragioni. Così spiego alla fila che ormai si era formata dietro di noi che bisogna uscire tutti i retromarcia, uno alla volta…in salita, ovviamente!….

Risalgo in macchina molto fiera di me, 😀 per aver messo alla prova con successo il mio francese senza preavviso, dopo innumerevoli anni!……..e da qui, mi sento finalmente in Francia: sono pronta a viaggiare, guardare, scoprire!

Imbocchiamo a piedi Rue l’Italie (non un gran bel modo di iniziare la visita in una città straniera!:-D ) e passiamo i vari negozietti tipici di specialità francesi, ignorando con un pizzico di fastidio il piccolo supermercato ‘L’Italien’, e il Ristorante épicerie’ Gasparinno’!

Un negozio molto antipatico di dolciumeria, che mostrava in vetrina tra i vari prodotti i famosi Calissons d’Aix (dolci a forma di foglia, a base di pasta di mandorle e glassati di bianco) insieme a un cartello che diceva:”Il n’est pas apprécié de prendre de photos!”……ecchecavoli!….pensare che stai aperto solo in funzione dei turisti, mi sembra proprio una bella cafonata!…..beh, foto fatta, e Calissons rispediti al mittente…..:

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In una minuscola botteguccia, la Fromagerie Lemarié, abbiamo fatto incetta di formaggi: una formella di Perail de Brébis  (un formaggio a pasta molle e grassa, e una crosta sottile e fiorita, ottenuta da latte crudo di pecora della zona di Aveyron, nei Pirenei, e venduta in piccole forme rotonde di ca. 7 cm.). Il sapore è deciso e cremoso insieme (la pasta tende quasi a sciogliersi a temperatura ambiente) ….una cosa sensazionale! Poi ho provato un caprino, il Choubichou di Poitou, una formella piccola e alta ca. 8 cm. di formaggio fresco (10 giorni di stagionatura) a pasta morbida ma compatta, con crosticina bianco sporco. Ma mi è piaciuto meno. Per ultimo, ho preso mezza formella di tete de Moine, un formaggio svizzero, da perderci la testa, ma pressoché introvabile in Italia! Sapore inconfondibile, una goduria del palato!

A metà di Rue d’Italie ci siamo lasciati guidare dal cartello invitante che diceva Eglise St. Jean de Malte, girando a sinistra, in Rue Cardinale. Ce la troviamo lì all’improvviso, piccola e incastonata tra le case e le strade strette….(c’è una Mostra Estemporanea di Impressionisti proprio in questi giorni!….ci guardiamo,……naaaaa, troppo poco tempo per perderci in una mostra, ….due fotine alla chiesa e andiamo oltre). E’ una chiesa piccola, quasi nascosta, ma sobria e affascinante, la prima in stile gotico costruita in Provenza (XIII sec.). Devi guardarla dal basso, tanto ci sei sotto:

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…e solo allontanandoti riesci a vederla in una certa prospettiva:

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Un fantastico negozio di Thé…..un tempio provvisto di ogni varietà immaginabile, da mille provenienze diverse,……bellissimo da vedere, bellissimo da frequentare, con la sua saletta relax sul fondo…….sarebbe stato meraviglioso fermarcisi con po’ di tempo in più…..:

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