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E’ il mio ultimo acquisto! In genere in autunno, non avendo grandi spazi per coltivare alberi e arbusti, la mia attenzione si rivolge alle cactacee e alle succulente, anche se non è il tipo di piante che amo di più. Questa mi ha molto colpito per la sua forma, davvero singolare, per il colore grigio celeste, ma soprattutto per la setosa morbidezza della sua superficie al tatto! Meravigliosa!

E …tanto perché a noi ci piace fare chiarezza, ….non appena ho cercato il nome corretto, ho immediatamente scoperto che esistono almeno tre sinonimi!…..:-D!.

Cheiridopsis candidissima

Sin. Cheiridopsis denticulata,

Mesembryanthemum denticulatum var. candidissimum,

Mesembryanthemum candidissimum

Caratteristiche:

E’ una pianta originaria del Sud Africa. Presenta curiose foglie erette e molto carnose che nascono unite a coppie e poi si aprono a forma di piccola fionda, al cui incavo col tempo spuntano nuove coppie di foglie, ma ruotate di 45° rispetto alle prime. La foglia ha sezione triangolareggiante ma si restringe e si assottiglia sul suo apice, che termina con una minuscola spina.

E’ una piantina che resta relativamente bassa e che col tempo si espande in  larghezza, fungendo da copri suolo. Fiorisce in inverno, producendo fiori peduncolati all’interno della v delle due foglie, con numerosi petali filiformi gialli, biancastri, arancio e talvolta violacei. Il fiore dura solo un paio di giorni. Anche la crescita vegetativa avviene in inverno, mentre in estate entra in dormienza. Ama posizioni assolate, anche con temperature abbastanza basse (min. 7°) che la rendono una pianta rustica, da esterno se il clima è mite. Al nord invece va ricoverata in ambiente fresco, ma luminoso, meglio se al sole di una portafinestra. Se la temperatura in queste condizioni fosse più alta dei 7° la pianta va almeno spruzzata saltuariamente, per evitare che secchi.

Il nome deriva dal grco “keiris” (ossia “manica”) poiché le foglie (pur non essendo decidue in quanto pianta perenne) invecchiando fungono da protezione e nutrimento alle nuove, che restano compatte e chiuse durante il caldo torrido delle estati africane. Solo con l’arrivo delle piogge, le nuove foglie si aprono e la pianta ricomincia a crescere. Anche in periodo di ripresa vegetativa, va trattata come una succulenta, evitando ristagni d’acqua tramite un substrato ben drenante e con irrigazioni moderate, da effettuare solo quando il terriccio è asciutto.

Xmery.

www.plantzafrica.com/plantcd/cheiridopdenti.htm

la particolarissima intersezione delle foglie nuove sulle due vecchie:

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la coppia di foglie nuove nasce saldamente unita, ma già si intravede il punto in cui esse si separeranno e addirittura sono già presenti le due spine, sulle rispettive sommità:

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la foglia vecchia e ormai secca fa da nido protettivo alla foglia che sta per crescere nei periodi di riposo vegetativo:

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il colore argenteo e la superficie vellutata  della Cheiridopsis candidissima:

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